canopie, selettiworld, maison&objet 2018 ©elena cutolo

Sin da piccola sono stata maniaca di scatole, barattoli, cestini. È un bisogno di conservare il passato e di controllare il presente: mi dà un certo equilibrio. Quando sul quaderno di schizzi si sono palesate queste ragazze/contenitore dai tratti somatici diversi, ho pensato a una riunione di amiche provenienti da diversi continenti: Pepa l' americana, Lula l'oceaniana, Rosio l'africana, Izumi l'asiatica e Zoè l'europea. 
In un mondo contemporaneo virtuale in cui regna il touch screen, c'è ancora bisogno di incontrarsi, guardarsi negli occhi, toccarsi, scambiarsi usi e costumi. Così le ho immaginate:
ciascuna porta in grembo le spezie del proprio continente per pranzare insieme; ciascuna porta in grembo i propri doni: gioielli, frutta secca, stoffe, trucchi e pennarelli; ciascuna porta in grembo biscotti del proprio continente per bere un tè, chiacchierare e raccontare le proprie avventure.
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Since I was a child I have been crazy about boxes, jars, baskets. I need to preserve my past and to control my present: that keeps my balance. When these girls / container with different somatic features showed up in my sketchbook, I imagined a meeting between friends from different continents: Pepa from America, Lula from Oceaniana, Rosio from Africa, Izumi from Asia and Zoè from Europe.
In this virtual contemporary world in which “touchscreens roule”, there is still the need to meet, to look into each other's eyes, to touch each other, to exchange habits and morals. So I figured out them carrying in their womb the spices from their continent to have lunch together. Each one bears her own gifts: jewels, dried fruit, cloths, make-ups and pens. Each one bears biscuits from their continent to drink tea, to chat and to tell their adventures.